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Postby Loty Borodine » Wed 23 Aug 2017 00:01

Per il momento il titolo è questo. Se me ne verrà in mente uno più decente lo cambierò.

Fan Fiction che racconta di una certa Lotjuska (Я, me, ich, I, moi, yo :lol: ) che salva Serguei dopo l’esplosione di Komkolzgrad. Lo scritto con un tono un po’ più serio rispetto a quello che utilizzo di solito nei Topic (o dovrei dire, negli Off-Topic :lol: ). Diciamo che è una storia più realistica e “impegnativa”, che circa un anno fa avevo detto che mi sarebbe piaciuto scrivere. Se vi piace dite che è bella, se non vi piace dite che non è bella (semplice). Se ho fatto qualche strafalcione linguistico prendetemi un po’ in giro e poi ditemi dove ho sbagliato.

P.S. non ho messo date proprio per non causare paradossi spaziotemporali, consideriamolo ambientato nello stesso periodo di Syberia. Ma se per caso ci fosse qualche incongruenza … fate finta di niente … :lol:

… mi citeranno per danni :lol:

Buona lettura!
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Re: Fan Fiction

Postby Loty Borodine » Wed 23 Aug 2017 00:16

Era ormai sera inoltrata quando una vecchia automobile d’epoca, modificata e migliorata con dei meccanismi a molla e a vapore, si ritrovò in mezzo ad una landa desolata, ferma.
All’interno, Lotjuska si guardava nervosamente attorno in cerca di punti di riferimento, ma vedeva solo rocce, vecchi ruderi abbandonati ed in lontananza una sottile linea che doveva essere il riflesso grigio del metallo delle rotaie.
Con una mano stringeva il duro volante color legno, mentre con l’altra teneva appoggiato all’orecchio il telefono, che ormai era diventato rovente dopo tutto quel tempo passato a parlare.

“Loty, come faccio a dirti dove devi andare se non so nemmeno dove sei? Dimmi cosa vedi in giro!” disse per l’ennesima volta una voce innervosita.
“niente! Non c’è niente! Non c’era niente cento chilometri fa e non c’è niente nemmeno ora” rispose Lotjuska, altrettanto nervosa.
“ma dove sei finita?”
“vorrei tanto saperlo, zio” con sguardo rassegnato Lotjuska si apprestò ad uscire dalla macchina.
“mi fermo un attimo e mi sgranchisco le gambe, sono ore che guido senza pause”
“fa attenzione. Chissà cosa si può nascondere in quel postaccio disabitato”
Lotjuska alzò gli occhi al cielo, esasperata dalla sua eccessiva preoccupazione, ma allo stesso tempo consapevole che poteva aver ragione “va bene, starò attenta … ciao Fred. Ti richiamo io se ho qualche novità”

Mise in tasca il telefono e si guardò intorno, sorpresa da quanto fosse forte l’odore di bruciato. Sembrava stesse andando a fuoco l’intero posto, anche se non vedeva fiamme da nessuna parte. Era caldo e solo una volta uscita dall’auto notò che il fumo che prima aveva notato era decisamente più denso; un’insolita nebbiolina grigiastra riempiva tutto l’ambiente e delle piccole briciole di cenere svolazzavano leggermente trasportate dal vento. Cercando di capire da dove venisse il fuoco si girò e vide oltre delle alte rocce scure, in direzione dei monti Urali, un’immensa nuvola di fumo nero salire verso il cielo. Non vedeva fiamme, ma le sfumature rossicce che divampavano oltre le rocce rendevano chiaro che l’incendio fosse ancora in corso.

Risalì in fretta sull’auto e partì verso il fumo, cercando una via per raggiungerlo. Il terreno era accidentato e Lotjuska faticò parecchio per mantenere il controllo dell’auto finchè non si ritrovò a guidare accanto delle rotaie, le stesse che prima aveva visto, che conducevano dritte verso l’origine dell’incendio.

Mille pensieri comparivano nella sua mente. Cos’era successo? C’erano superstiti? Qualcuno aveva bisogno di aiuto? E una volta arrivata cosa avrebbe fatto?

Più si avvicinava più si rendeva conto della gravità della situazione. Anche se non si riusciva a capire molto dalle macerie che giacevano a terra in fiamme, Lotjuska intuì che qualcosa, una costruzione molto alta e pesante, era crollata contro l’imponente edificio accanto. Forse era caduta a seguito di un esplosione, oppure fu proprio il crollo a causare l’incendio colpendo delle sostanze infiammabili.

A quel punto, quello che era successo veramente era irrilevante. Trovò un posto sufficientemente riparato per parcheggiare la macchina e proseguì a piedi, arrampicandosi tra le macerie e cercando di farsi spazio in mezzo a quell’inferno.

Riconobbe alcuni elementi tipici delle fabbriche, le impalcature, quel poco di struttura che ancora era in piedi e un passaggio molto danneggiato che conduceva sotto terra le fece intuire che si trattava di un complesso minerario. Avvertì una fitta al cuore immaginando cosa potesse essere successo lì e pensando a quanti avessero potuto rimetterci la vita in un disastro simile. Il solo sollievo le veniva dato dal fatto che quel complesso sembrava chiuso e abbandonato da parecchio tempo. Ma allora cosa aveva potuto causare tutto ciò?

Mentre camminava, poco più avanti dei resti di quella che doveva essere una porta, sentì un rumore dietro di se, non molto lontano da un gigantesco cumulo di macerie di ferro avvolto da alte fiamme. Probabilmente era il posto peggiore dove qualcuno potesse trovarsi intrappolato, ma si fece coraggio e si avvicinò.

“Ehi! C’è qualcuno?” gridò con tutta la voce che aveva.
“Ehi!!!” chiamò ancora.
Tentò una terza volta, ma l’intenso fumo le mozzò il respiro, impedendole di gridare. Si coprì il viso con il braccio e si abbassò, cercando di spostare i detriti.

Il rumore metallico si ripeté, più forte, alla sua sinistra e lei non aspettò un istante a levare i detriti, scoprendovi sotto una persona intrappolata. La mano con cui era riuscito a muovere la lastra di metallo, richiamando la sua attenzione, era ricoperta di sangue, così come il braccio ed altre parti del corpo. L’uomo, sebbene in quello stato non fosse tanto semplice da vedere bene, sembrava avere una certa età, aveva la pelle molto chiara e da quanto poteva vedere non era molto alto ed era un po’ in carne. Il viso era coperto da una maschera marrone scuro con degli occhiali sul dorato e le lenti molto scure; gli lasciava libera solo la bocca, che in quel momento gli permetteva solo di ansimare a fatica.

“oh mio … … signore, mi sente?” sforzandosi di non farsi prendere dal panico, Lotjuska cercò di accertarsi delle sue condizioni, come l’ultimo corso di Sicurezza sul Lavoro le aveva insegnato.
“nnhf …” l’uomo non riusciva a rispondere, ma il suo tentativo almeno indicava che era vivo.
“stia calmo, adesso la tiro fuori”

Era più facile dirsi che a farsi, una pesante trave in ferro gli bloccava la gamba destra, ed altri detriti, sebbene più leggeri gli impedivano di muoversi.
Con fatica Lotjuska levò tutti i pezzi di ferro che lo intrappolavano, fino ad arrivare alla trave più pesante. L’afferrò dal basso con entrambe le mani e cercò di sollevarla. All’inizio si mosse appena di qualche millimetro, ma sembrava impossibile da spostare ulteriormente.

Lotjuska mollò la presa ed ansimò sfregandosi le mani doloranti. Il suo sguardo si spostò sull’uomo intrappolato. Respirava a fatica, cercava di muoversi ma era troppo debole per riuscire a liberarsi da solo. Con uno sforzo doloroso alzò la testa e i loro occhi si incontrarono; subito Lotjuska poté vedere solo delle lenti nere che la fissavano, ma dopo alcuni istanti riuscì ad intravedere un bagliore di vita nei suoi occhi nascosti che la imploravano.
Non poteva arrendersi, non dopo aver visto quel luccichio disperato guizzare dietro quegli occhiali sporchi.

Con rinnovata grinta Lotjuska afferrò la trave ed iniziò a tirare. All’inizio non c’era modo di muoverla, ma lei continuò con ancora più forza. Avvertì un forte dolore alle mani ma non si fermò, e la trave si sollevò di alcuni centimetri. Continuò a spingerla verso l’alto, ignorando il dolore alle mani e alle braccia; il pesante detrito si sollevò ancora, abbastanza da permettere all’uomo di spostare la gamba, liberandosi. Con un ultimo sforzo Lotjuska spinse la trave, facendola cadere dove non poteva fare altri danni.

Cadde in ginocchio, esausta dalla fatica e notò le ferite sanguinanti sui palmi delle mani. Erano dolorose, ma non erano poi così gravi, le sarebbe bastato lavarle e metterci un po’ di garza. Spostò la sua attenzione sul superstite appena salvato. Si era trascinato più lontano dai detriti ed era riuscito a girarsi in posizione supina; ora giaceva a terra, il torace si dilatava visibilmente per i suoi respiri affannosi ed agitati.

“il peggio è passato” lo tranquillizzò posando una mano sulla sua spalla “ora la porto via di qui”.

Per Lotjuska le fatiche non erano ancora terminate. Con cautela per non fargli ulteriormente male lo raccolse e se lo caricò sulle spalle.
“ugh … è pesante … “

Non poteva perdere altro tempo; dei forti e minacciosi rumori dall’alto indicavano che una parte della struttura esterna stava per cedere verso di loro. Doveva sbrigarsi ad andarsene.
Con un peso morto sulle spalle attraversò il tratto che la separava dall’auto, tra detriti in fiamme ed ostacoli metallici da superare. Gli occhi le lacrimavano per via del fumo e la vista le si appannò al punto da non riuscire più a distinguere la via libera dalle fiamme.

Si asciugò gli occhi con la manica del cappotto e proseguì, attingendo a tutte le sue energie.
Arrivò alla macchina ed abbassò il più possibile il sedile anteriore. Difficile farlo con il peso dell’uomo ancora sulle spalle, ma non poteva fargli fare troppi movimenti bruschi. Quando il sedile fu abbastanza basso da poter fungere da lettino, vi posò sopra il ferito, poi salì in auto ed accese il motore.

Proprio in quel momento, esattamente di fronte ai suoi occhi, una valanga di detriti crollò sopra al punto dove prima si trovavano loro due. Pochi secondi dopo, ulteriori esplosioni fecero divampare altre fiamme.
Tirò un sospiro di sollievo; si erano salvati per una questione di pochissimi minuti, per non dire secondi.

Fece retromarcia e guidò verso la città abbandonata che si trovava dietro la fabbrica in fiamme. Non era certo il miglior posto dove fermarsi, ma doveva curare il suo “paziente” al più presto. Dopo avrebbe pensato ad un luogo più sicuro.

Trovò una casa, la più lontana dalla pericolosa fabbrica. Da fuori non sembrava ridotta male, poteva essere un posto accettabile dove soccorrere l’infortunato. Parcheggiò a pochi passi dalla porta d’entrata, che sfondò con un calcio per poi riprendere in braccio il ferito ed entrare.

Non badò all’arredamento o allo stato della casa, cercò solo velocemente di vedere se c’erano crepe preoccupanti sui muri e poi trovò subito un divano su cui adagiare l’uomo.

“dove ha male?” gli domandò.
“l-la gamba … coff coff”
“a parte quella?”
“non … non so … coff … ovunque …” tentò di alzarsi ma Lotjuska lo fermò.
“resti giù. Non si agiti e resti fermo. Ora vado a cercare una cassetta del pronto soccorso” si alzò.

“sempre che ce ne sia una” disse preoccupata tra se e se.

Guardò nel bagno, negli scaffali della cucina, persino fuori, nel terrazzo al piano superiore, e alla fine la trovò nella camera da letto, sotto ad un cumulo di vecchie coperte. Strano posto dove metterla, ma ciò aveva poca importanza. Tornò al piano di sotto, dove trovò l’uomo ancora steso sul divano, ma si era girato sul fianco.

“sicuro di stare bene in quella posizione?”
“si …”
“va bene. Le dispiace se le do del “tu”? È più semplice curare qualcuno così.”
“d’accordo”
“vorrei vedere se hai anche altro fuori posto, oltre la gamba. Ti dispiace se ti tocco un po’?” gli domandò con una leggera nota di ironia nel suo tono.
L’uomo accennò un lievissimo e sofferto “no” con la testa e Lotjuska gli diede una controllata, osservando le mani, i polsi, i gomiti, le spalle in cerca di qualche osso o tendine fuori posto. Si ricordava di come il suo istruttore era stato pignolo nell’insegnarle le tecniche di pronto soccorso, ma ora che lo doveva fare veramente sembrava tutto diverso. Gli tastò varie parti dell’addome chiedendogli in continuazione se sentisse dolore, anche il più leggero.
“ne hai prese parecchie, ma per essere uno che è sopravvissuto ad una catastrofe del genere, non mi sembri messo troppo male” disse con ottimismo, nonostante si rendesse conto che più che un infortunato, aveva tra le mani un rottame estremamente bisognoso di cure per sperare di riprendersi. Ma non glielo avrebbe mai detto apertamente. Se fosse riuscita a mantenerlo positivo, forse avrebbe riacquistato le forze più velocemente.
Alla fine tornò a concentrarsi sulla gamba.

“ora ti sollevo la gamba del pantalone. Appena mi dici che ti faccio male mi fermo”
L’uomo annuì e Lotjuska iniziò il suo “intervento”. Delicatamente tolse la pesante scarpa antinfortunistica e sollevò lentamente il pantalone. Vide la ferita; non era eccessivamente profonda, l’osso non era stato rotto, ma era lunga e sporca. Sarebbe stata un’impresa riuscire a disinfettarla e curarlo.
Il liquido disinfettante era vecchio ma la bottiglia era ben chiusa ed aveva mantenuto il suo odore originale. Era ancora utilizzabile.

“ti brucerà un po’” lo avvertì. Poi attese un istante prima di versarne un’abbondante dose sopra la ferita. La reazione dell’uomo fu immediata.
“aahhh!!!!” gridò piegandosi in due per il bruciore alla gamba.
“hm, è andata bene. Temevo peggio” rispose lei con un lieve sorriso “l’ultima volta che l’ho fatto, il povero infortunato è balzato in piedi correndo via. Qualcuno gridò al miracolo quando vide quello scatto” rise, e notò che un sorriso si era lievemente palesato anche sul volto dell’uomo.

Mentre metteva la garza sopra tutta la ferita ne approfittò per parlargli.
“c’è qualcuno che posso contattare?” domandò.
“hm?”
“parenti? Famiglia?”
“no”
“nessuno? Non hai una moglie che ti aspetta?”
Lui scosse la testa.
“ah, ho soccorso uno scapolo! Questa volta mi è andata bene!” rise di nuovo. Sapeva che sdrammatizzare la situazione aiutava il ferito ad ignorare il dolore.

“ecco fatto!” esclamò soddisfatta, dopo aver passato un quarto d’ora circa a medicarlo “mi raccomando, tienila alta” disse mentre metteva dei cuscini sotto la gamba “si è già gonfiata parecchio, ma vedrai che presto ti riprenderai e non ti farà più male” non ne era proprio convintissima, ma si sforzò di pensare al meglio.
Disinfettò e mise dei cerotti su altre ferite minori qua e la e poi concluse con un delicato massaggio al fianco destro, il punto che gli faceva più male.

“hai il fegato di un alcolista …” disse lei sentendolo duro e gonfio “… ma forse è solo stress. Hai male da qualche altra parte?”
“mi sento meglio. Sono stanco”
“ora puoi riposarti” stava per togliergli la maschera dal viso ma l’uomo, con una rapidità e forza inaspettata, le afferrò il braccio, bloccandola.
“va bene, scusa. Come vuoi, tienila”

L’aiutò a sistemarsi per stare più comodo, e notò che tremava per il freddo. Si tolse il lungo cappotto nero e glielo mise sopra, come una coperta. Lui si rannicchiò sotto il caldo fodero rosso scuro e chiuse gli occhi.

“come ti chiami?” le domandò, prima di lasciare che la stanchezza avesse la meglio su di lui.
“Lotjuska Lauda, ma puoi chiamarmi Loty”
“Loty …”
“e tu? Come ti chiami?”
“Serguei Borodine … direttore del …” ci pensò “ … del niente” disse amareggiato.
Lotjuska gli accarezzò dolcemente la mano “mi dispiace per la fabbrica. Che brutto incidente …”
“non è stato un incidente!” Serguei si rianimò, fermato solo dal dolore e dalle determinate mani di Lotjuska che lo mantennero sdraiato.
“va bene … me lo racconterai più tardi, ma adesso riposati. Chiudi gli occhi e non pensarci”

Serguei si calmò, fece due respiri profondi, seguiti da alcuni colpi di tosse, e poi fece come aveva detto Lotjuska. Chiuse di nuovo gli occhi e l’estrema stanchezza lo fece addormentare quasi subito.

Lotjuska rimase a guardarlo, intenerita dal suo dormire placidamente. Rifletté:
“se non avessi incontrato quella deviazione appena fuori città, e non mi fossi persa arrivando fin qui, ora sarebbe morto …”

Di fronte a questa serie di coincidenze, non poté che sorridere, felice d’essere riuscita a salvare una vita da una fine tragica.
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Re: Fan Fiction

Postby Oscar_ModelloXZ2000 » Wed 23 Aug 2017 15:13

Wow, complimenti! Proprio un bel racconto. Come si è salvato Serguei... in chiave un po' più seria. Per un attimo ho pensato che non fossi tu! :lol:
Scherzo, ovviamente per dire come Serguei si è salvato non potevi certo dire che appena hai sentito l'esplosione ti sei precipitata vestita da WonderLoty a salvarlo.
Visto che ci siamo ti chiedo il continuo... ma a suo tempo, non voglio distogliere l'attenzione da quei disegni che stai facendo :D .
Chissà, magari potresti riproporre questa storia sotto forma di fumetto.
Ancora complimenti.
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Re: Fan Fiction

Postby Loty Borodine » Thu 24 Aug 2017 23:21

è piaciuto veramente? Ma è fantastico!!!
Spasiba spasiba spasiba!!!

Wow, complimenti! Proprio un bel racconto. Come si è salvato Serguei... in chiave un po' più seria. Per un attimo ho pensato che non fossi tu! :lol:
Scherzo, ovviamente per dire come Serguei si è salvato non potevi certo dire che appena hai sentito l'esplosione ti sei precipitata vestita da WonderLoty a salvarlo.

Farò il salvataggio in stile Wonder Loty in versione fumetto :lol:

Visto che ci siamo ti chiedo il continuo... ma a suo tempo, non voglio distogliere l'attenzione da quei disegni che stai facendo :D .
Chissà, magari potresti riproporre questa storia sotto forma di fumetto.
Ancora complimenti.

Ci sarebbe già una traccia per il seguito, ma prima volevo vedere come andava questo (se non piaceva a nessuno tanto valeva proseguire ... anche se conoscendomi l'avrei fatto lo stesso :lol: )
A suo tempo arriverà anche il continuo.
Per i disegni ti chiedo un po' di pazienza, è una settimana terribile e non so quanto riuscirò a disegnare :tears: ... :desperate:
... "mi auguri buona fortuna" ...
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Re: Fan Fiction

Postby Oscar_ModelloXZ2000 » Fri 25 Aug 2017 07:38

Loty Borodine wrote:Farò il salvataggio in stile Wonder Loty in versione fumetto :lol:

:lol:
Il remake di quello che hai postato nell'Angolo di Oscar e Loty? :lol:
Ricordati che devi fare come Serguei si salva (secondo te).. da solo....
Il fumetto che fa parte della grande serie "Vita di Serghy"! :lol:


Ci sarebbe già una traccia per il seguito, ma prima volevo vedere come andava questo (se non piaceva a nessuno tanto valeva proseguire ... anche se conoscendomi l'avrei fatto lo stesso :lol: )
A suo tempo arriverà anche il continuo.
Per i disegni ti chiedo un po' di pazienza, è una settimana terribile e non so quanto riuscirò a disegnare :tears: ... :desperate:
... "mi auguri buona fortuna" ...

D'accordo, a più tardi. Io.. l'aspetterò qui! :D
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Re: Fan Fiction

Postby Loty Borodine » Fri 25 Aug 2017 23:13

:lol:
Il remake di quello che hai postato nell'Angolo di Oscar e Loty? :lol:
Ricordati che devi fare come Serguei si salva (secondo te).. da solo....
Il fumetto che fa parte della grande serie "Vita di Serghy"! :lol:

Ci sto lavorando a quello! Convertirò quei mostruosi fogli di carta in dei fumetti perfetti! :lol:

D'accordo, a più tardi. Io.. l'aspetterò qui! :D

:lol:
Bene, io … ehm … vado … :cry:
E voi che domani sera andrete tutti a divertirvi, prima di andare a ballare come matti, fermatevi un attimo a pensare alla povera Loty, intrappolata in un agghiacciante meeting, mentre spera che il suo Serghy arrivi in sella ad una statua gigante (o ad un cavallo automa :lol: ) per salvarla ... :desperate:
... disegnerò anche questo
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Re: Fan Fiction

Postby Oscar_ModelloXZ2000 » Sat 26 Aug 2017 07:29

Loty Borodine wrote:Ci sto lavorando a quello! Convertirò quei mostruosi fogli di carta in dei fumetti perfetti! :lol:

E avrai bisogni di mani adatte per disegnare... Mani di ultima generazione, che non saresti mai in grado di costruire!!! Semplicemente perfette!!! DIABOLICO!!! COFF....COFFF!!! DIABOLICO!!!
(e fu così che riprendemmo le "citazioni perfette in ogni occasione!" :lol:)
Ma non le mie, tu sai disegnare molto meglio di me :D
:lol:
Bene, io … ehm … vado … :cry:
E voi che domani sera andrete tutti a divertirvi, prima di andare a ballare come matti, fermatevi un attimo a pensare alla povera Loty, intrappolata in un agghiacciante meeting, mentre spera che il suo Serghy arrivi in sella ad una statua gigante (o ad un cavallo automa :lol: ) per salvarla ... :desperate:
... disegnerò anche questo

Oscar - Dovevo ricordarmi di pensare a qualcosa... o a qualcuno... ma chi???
La statua gigante fa più effetto...
Ma il cavallo è più veloce...
E, invece dei fiori, ti dà le mani. :D
Chissà la faccia di quello (o quelli) che sono con te :D
VOGLIO TUTTE E DUE LE VERSIONI!!!
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Re: Fan Fiction

Postby Loty Borodine » Mon 28 Aug 2017 23:12

E avrai bisogni di mani adatte per disegnare... Mani di ultima generazione, che non saresti mai in grado di costruire!!! Semplicemente perfette!!! DIABOLICO!!! COFF....COFFF!!! DIABOLICO!!!
(e fu così che riprendemmo le "citazioni perfette in ogni occasione!" :lol:)
Ma non le mie, tu sai disegnare molto meglio di me :D

Quindi ho bisogno proprio delle mie mani?
*Serguei ruba le mani a Loty e gliele riporta*

Oscar - Dovevo ricordarmi di pensare a qualcosa... o a qualcuno... ma chi???

Dopo questo weekend, Serguei si dovrà presentare così:
"Serguei Borodine, marito di Lotjuska Lauda ... di quel che ne resta, per l'esattezza ..."

La statua gigante fa più effetto...
Ma il cavallo è più veloce...
E, invece dei fiori, ti dà le mani. :D
Chissà la faccia di quello (o quelli) che sono con te :D
VOGLIO TUTTE E DUE LE VERSIONI!!!

Le farò entrambe :lol:
Credo che gli altri prigionier...ehm...gli altri che erano con me, neanche se ne sarebbero accorti :nails:
... :lol:
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Re: Fan Fiction

Postby Oscar_ModelloXZ2000 » Tue 29 Aug 2017 08:27

Loty Borodine wrote:Quindi ho bisogno proprio delle mie mani?
*Serguei ruba le mani a Loty e gliele riporta*

Loty - Lyubimiy! Mi servono per fare il ritratto della tua fantastica famiglia e per fare te in sella all'automa gigante eccetera!
Dopo questo weekend, Serguei si dovrà presentare così:
"Serguei Borodine, marito di Lotjuska Lauda ... di quel che ne resta, per l'esattezza ..."

:lol:
Com'è andato l'agghiacciante incontro?
Le farò entrambe :lol:
Credo che gli altri prigionier...ehm...gli altri che erano con me, neanche se ne sarebbero accorti :nails:
... :lol:

:lol:
Nel disegno: Serguei arriva in sella alla statua/cavallo, Loty dice: :love: Lyubimiy! e gli altri tranquilli a bere vino rosso. :lol:
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Re: Fan Fiction

Postby Loty Borodine » Tue 29 Aug 2017 23:06

Loty - Lyubimiy! Mi servono per fare il ritratto della tua fantastica famiglia e per fare te in sella all'automa gigante eccetera!

Serguei - ma sono straordinarie!!! Se ne vada e si dimentichi le sue mani!!!

... questo potrebbe essere uno spunto interessante per il seguito dalla fanfiction :lol:

:lol:
Com'è andato l'agghiacciante incontro?

Domanda di riserva?! :bah:

Poteva andare peggio ... ma sarebbe potuto andare mooooolto meglio (in altre parole: se ci fosse stata una bara ci sarei entrata e mi sarei lanciata lungo la discesa ... :lol: )
Ma non pensiamoci più, ora è tutto perfetto!
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Re: Fan Fiction

Postby Oscar_ModelloXZ2000 » Wed 30 Aug 2017 08:22

Loty Borodine wrote:... questo potrebbe essere uno spunto interessante per il seguito dalla fanfiction :lol:

:lol: :lol: Ma sìììì, questa è proprio una splendida idea!!! Il riconoscimento di Serguei per averlo salvato!
Domanda di riserva?! :bah:

D'accordo.
Com'è andato l'incontro agghiacciante?
:lol:
Poteva andare peggio ... ma sarebbe potuto andare mooooolto meglio (in altre parole: se ci fosse stata una bara ci sarei entrata e mi sarei lanciata lungo la discesa ... :lol: )
Ma non pensiamoci più, ora è tutto perfetto!

*Loty sale sulla bara, scivola via, colpisce diciassette camerieri, fa cadere cinque o sei flambè, dà fuoco al locale, arriva Fred a dare il suo contributo, investe la Nonna, rovescia dieci tavoli, beve 100 confezioni di Vodka, esce dal locale in fiamme, esplosione*
Potrebbe essere un altro possibile seguito dell'incontro, versione fumetto! :lol:
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Re: Fan Fiction

Postby Loty Borodine » Thu 31 Aug 2017 23:40

:lol: :lol: Ma sìììì, questa è proprio una splendida idea!!! Il riconoscimento di Serguei per averlo salvato!

Beh in effetti ci starebbe bene. Magari non di nuovo gabbie ed esplosioni, ma una "ricaduta" borodiniana è d'obbligo. Avrei una mezza idea di come farlo, ma allora ci saranno più di un seguito, altrimenti verrebbe lunghissimo. Mi sa che andrò avanti a capitoli ...

D'accordo.
Com'è andato l'incontro agghiacciante?
:lol:

Lo vuoi davvero sapere?! :shock:

*Loty sale sulla bara, scivola via, colpisce diciassette camerieri, fa cadere cinque o sei flambè, dà fuoco al locale, arriva Fred a dare il suo contributo, investe la Nonna, rovescia dieci tavoli, beve 100 confezioni di Vodka, esce dal locale in fiamme, esplosione*
Potrebbe essere un altro possibile seguito dell'incontro, versione fumetto! :lol:

Farò anche questo :lol:
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Re: Fan Fiction

Postby Oscar_ModelloXZ2000 » Fri 1 Sep 2017 08:18

Loty Borodine wrote:Beh in effetti ci starebbe bene. Magari non di nuovo gabbie ed esplosioni, ma una "ricaduta" borodiniana è d'obbligo. Avrei una mezza idea di come farlo, ma allora ci saranno più di un seguito, altrimenti verrebbe lunghissimo. Mi sa che andrò avanti a capitoli ...

Ma sììììì, almeno avrai la scusa per fare quel libro che volevi fare moolto tempo fa!
Lo vuoi davvero sapere?! :shock:

Beh, sì. :lol:
Serguei - Non puoi portarti questo peso sulle spalle, lyubimaya!
Loty - Appunto, perché non scendi?
Serguei - Confidati... dicci come hai distrutto il ristorante!
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Re: Fan Fiction

Postby Loty Borodine » Mon 4 Sep 2017 22:54

Ma sììììì, almeno avrai la scusa per fare quel libro che volevi fare moolto tempo fa!

Vero! Allora devo imbastire una trama decente :lol:

Beh, sì. :lol:
Serguei - Non puoi portarti questo peso sulle spalle, lyubimaya!
Loty - Appunto, perché non scendi?
Serguei - Confidati... dicci come hai distrutto il ristorante!

Loty - In realtà non eravamo al ristorante, era in una casa privata
Serguei - e come hai distrutto la casa privata?
Loty - non ho distrutto niente! Sono loro che hanno distrutto me!
Non ho potuto mangiare praticamente nulla, in più continuavano a fissare me (ME!!!), dicendomi "dai Loty, prendi un po' di questo, prendi un po' di quest'altro" e io "no, sono allergica!!!"
L'argomento di conversazione erano: ospedali, malattie, fratture, operazioni chirurgiche varie. Forse ho sbagliato incontro e sono finita ad una convention di dottori ... (parlare di malattie a cena ... :bah: ...)
Aggiungiamoci una serie infinita di luoghi comuni detti uno dopo l'altro che mi hanno fatto passare da nullafacente ed inutile ...
Insomma, un incontro come tutti gli altri ... :lol:
E non c'era la vodka :evil:
Finale della serata: partita a carte con il figlio del proprietario (è stato il momento più interessante della serata)
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Loty Borodine
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